Bacheca eventi



Nuova pubblicazione WEB

Articolo disponibile sul sito del Bollettino della Società Entomologica Italiana

http://entomologia.pagepress.org/index.php/bollettino/issue/view/26

CRUCITTI Pierangelo, BROCCHIERI Davide, BUBBICO Francesco, CASTELLUCCIO Paolo, EMILIANI Federica, FRANCIONI Gianfranco, TRINGALI Luca. 2015. Check-list di gruppi selezionati dell'entomofauna dell'area "Arcipelago Mentanese - Cornicolano" (Lazio). Boll. Soc. Entomol. Ital., 147: 3-29.


Nel lavoro vengono presentate check-list di specie di Insecta − odonata, Mantodea, orthopteroidea, Coleoptera, Lepidoptera − monitorate in un’area della Campagna Romana a nord-est di Roma, nota come “arcipelago Mentanese-Cornicolano”, caratterizzata da habitat altamente frammentati con parcelle di bosco mesotermofilo, agrosistemi, aree urbane e suburbane, attraversate da una rete di infrastrutture lineari. L’andamento morfologico tipico è quello di rilievi collinari e vallecole poco incise con terreni vulcanici argillificati e substrati carbonatici con vistose manifestazioni carsiche. Il territorio include integralmente le riserve naturali regionali gestite dalla Provincia di Roma, “Nomentum” e “Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco”. Nonostante le misure di protezione, assai poco era noto sinora sull’entomofauna dell’area. os- servazioni saltuarie protratte per oltre un decennio seguite da raccolte intensive concentrate tra il 2009 ed il 2013 con applicazione di metodiche di cattura dirette e indirette (retini entomologici, aspiratori, trappole a caduta, aeree e luminose) unitamente all’analisi dei dati bibliografici, hanno consentito di rilevare la presenza di 422 specie. L’analisi biogeografica è stata limitata a odonata e Coleoptera Carabidae ben rappresentati sul totale delle specie osservate nella città di Roma circoscritta dal Grande Raccordo anulare. Specie di particolare interesse conservazionistico sono analiticamente discusse. Per quanto la check-list debba considerarsi necessariamente incompleta e non sia stata condotta una adeguata analisi quantitativa, queste raccolte suggeriscono l’esistenza di un popolamento entomatico fortemente impoverito. In particolare, “Nomentum” versa in uno stato di conservazione complessivamente mediocre, “Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco” versa in uno stato di conservazione discreto (Macchia di Gattaceca) o buono (Macchia del Barco). La presenza di alcune tessere ambientali di rilevante interesse zoocenotico sug- gerisce il potenziamento delle misure di protezione, ancora largamente insufficienti.








Prolusione di apertura a cura del Presidente

della LECTIO MAGISTRALIS 2015

GLI ULTIMI PARADISI NATURALI DELL'ASIA TROPICALE


17 gennaio 2015

"Villa Esmeralda"



Autorità, Stimati Consoci, Cari Studenti, Signore e Signori,


L’anno sociale 2014 si è appena concluso con la Lectio Magistralis dell’ornitologo Andrew Graham Gosler, lettura tenuta presso la nostra sede di Villa Esmeralda il 13 dicembre scorso. L’anno sociale 2015 si apre con una Lectio Magistralis che, a giudicare dalle premesse, in particolare la tematica in oggetto, non è di minore rilevanza culturale. La conferenza odierna è inoltre caratterizzata da numerose peculiarità: anzitutto la collocazione temporale all’inizio del 2015, eccellente premessa ad un anno sociale che ci auguriamo ricco di traguardi significativi, in particolare se raffrontato al precedente 2014 già denso di risultati positivi; inoltre, per il fatto di essere tenuta da un socio della nostra istituzione, eccezione ad una regola sinora mai violata; unico tra i nostri soci in quanto trasmigrato in un contesto geografico e culturale profondamente diverso dalla comune patria europea nel cui ambito, in diverse realtà nazionali, si cimentano tuttora e con successo numerosi altri affiliati. Si tratta del valente collaboratore e socio anziano - per durata di affiliazione all’istituzione e non per età anagrafica - Daniele Cicuzza che da alcuni anni lavora nel contesto di un “continente nel continente” (mi si passi il gioco di parole) ovvero la Repubblica Popolare Cinese. Quando, nell’ormai lontano 1998, Daniele divenne nostro affiliato, rimasi colpito dalla ferma volontà del Nostro di impegnarsi nella ricerca pura in qualche settore delle scienze della natura. Sicché, dopo un iniziale apprendistato dedicato al riordino delle collezioni abiologiche ed in particolare di quella paleontologica, all’epoca in condizioni precarie, lo associai ad alcune ricerche in corso sulla distribuzione ed ecologia degli scorpioni della Turchia. Questo sodalizio risultò fecondo ed uno dei tre contributi prodotti è stato inserito nel volume in onore del compianto Gary Allan Polis, ecologo americano prematuramente scomparso, al quale è dedicata la collezione aracnologica della nostra istituzione. Daniele è stato successivamente impegnato nella preparazione della tesi di laurea sotto la supervisione del noto botanico Sandro Pignatti - ultimo tesista della sua lunga carriera accademica; i suoi interessi si erano ormai focalizzati sulla Biologia Vegetale alla quale avrebbe dedicato ogni sforzo della successiva attività di ricercatore professionista. Nel 2003 Daniele ottenne il suo degree in Biologia alla “Sapienza” Università di Roma discutendo la tesi "Global Warming" e variazioni della biodiversità nei boschi della penisola italiana: un possibile modello sotto la supervisione del professor Pignatti e della dottoressa Anna Testi. Di lì a poco iniziarono le sue “peregrinazioni” nelle sedi accademiche e nei contesti naturali più diversi, dalla scuola di Scienze della Conservazione dell’Università di Bournemouth, al Plant and Soil Department dell’Università di Aberdeen, alla Università di GÖttingen, all’Istituto di Botanica Sistematica dell’Università di Zurigo, al Natural History Museum di Londra, al Plant Science Department dell’Università di Cambridge, con attività sul campo in Italia, Svizzera, Indonesia (Kalimantan, Java, Bali, Sulawesi), Malesia, Tanzania e infine Cina ove dal 2013, lavora in qualità di Pos-doc all’XTGB Xishuangbanna Tropical Botanical Garden nell’ambito delle attività del progetto “Tropical forest fragmentation and plant biodiversity change in Xishuangbanna prefecture, China” all'interno dello “Action plan for the ‘1-3-5’ initiative” Direction 3: Integrative conservation for the Zero Extinction in Xishuangbanna (Center for Integrative Conservation)” diretto dal professor Richard T. Corlett. Nel corso di tali attività, Daniele Cicuzza ha prodotto oltre 20 contributi tra articoli peer-reviewed e in preparazione, capitoli di libri e opere monografiche sulle riviste Trend in Ecology and Evolution, Journal of Vegetation Science, Biodiversity and Conservation, Phytotaxa, Plant Ecology, Agroforestry System, Biotropica, Biological Conservation, Ecography, Plant Biology oltre ai Rendiconti della Accademia Nazionale dei Lincei e ai Proceedings of the National Academy of Sciences. L’attività del Nostro nel paese che lo ospita suggerisce una breve digressione sullo stato attuale della ricerca scientifica nella Repubblica Popolare Cinese, dati oltretutto i miei interessi di cultore di politiche comparate della ricerca scientifica nei più diversi contesti, europei e trans-continentali. L’Accademia Cinese delle Scienze, di cui l’XTGB è uno dei 37 istituti, affonda le sue radici storiche nella Academia Sinica fondata nel 1928 dal Governo Nazionalista del Guomindang. Fu quindi rifondata come Chinese Academy of Sciences (CAS) quando il Partito Comunista prese il controllo della Cina continentale. La Accademia Cinese delle Scienze e la Accademia Cinese di Ingegneria (Chinese Academy of Engineering), collettivamente note come “Two Academies”, sono istituzioni del National Council of China e thinktank nazionali con servizi di consulenza e di valutazione finalizzati allo sviluppo economico-sociale e del progresso scientifico e tecnologico. L’Accademia Cinese delle Scienze include sei divisioni; Matematica e Fisica, Chimica, Scienze della Vita e Scienze Mediche, Scienze della Terra, Scienze dell’Informazione Tecnologica e infine Scienze Tecnologiche. La CAS, con quartier generale a Beijing e Presidente Bai Chunli dal 2011, ha tredici “branches” regionali, oltre 100 istituti e due Università, distribuite in 20 provincie e municipalità della Cina. La CAS ha contribuito alla costituzione di oltre 430 imprese statali basate sullo sviluppo scientifico e tecnologico in undici grandi industrie incluse otto compagnie quotate in borsa. La qualifica di fellowship dell’accademia è ritenuta altamente onorevole; questo “star system” comprende le classi di Academicians, Emeritus Academician e Foreign Academicians. Al Kunming Branch del CAS sono associati cinque istituti; Kunming Institute of Botany, Kunming Institute of Zoology, Institute of Geochemistry, Yunnan Astronomical Observatory e infine il Xishuangbanna Tropical Botanical Garden nel quale Daniele svolge la sua attività di specialista di ecologia tropicale ed in particolare di sistematica delle Pteridofite, un gruppo rappresentato in situ da circa 400 specie. Con Daniele abbiamo ragionato in questi giorni delle prospettive di ricerca a lungo termine del suo attuale lavoro e dalle notevoli opportunità che questo immenso paese offre tuttora a giovani di notevole ingegno e di buona volontà; egli non trascurerà, nella sua dissertazione, di dettagliare gli aspetti sociali ed umani della sua, impegnativa e stimolante, attività di ricerca. E’ tempo quindi di lasciare a lui la parola, prego dottor Daniele Cicuzza.




Opening speech by the President

for the conference

FROM ORNITHOLOGY TO ETHNO-ORNITHOLOGY: A LIFE JOURNEY

by Andrew Gosler


Honorable Fellows of the Società Romana di Scienze Naturali, Authorities and Dear Students, Ladies and Gentleman

In my capacity as President of this assembly and as one of the two chairmen, the other one being my dear friend and colleague Stefano Doglio, who's also attending this meeting, it is for me a great honor and a sincere pleasure to introduce, with this short opening speech, the yearly lecture Lectio Magistralis 2014 organized by the Società Romana di Scienze Naturali with the presentation of professor Andrew Graham Gosler, EWA Director, Fellow in Human Sciences and member of Mansfield College of the University of Oxford, authoritative speaker of our meeting. Let us start this conversation with some considerations on the current status and outlooks of Ethno-zoology, the basic discipline of which Ethno-ornithology is one of the most important fields of study and the subject of professor Gosler’s conference. It is of common knowledge that a close connection of dependence and co-dependence between humans and animals throughout history exists. Multiple forms of interactions between local fauna and human represent the core of Ethno-zoology. Historically, Ethno-zoology has grown out of studies undertaken in some academic areas such as zoology, human ecology, sociology and anthropology, thus reflecting the interdisciplinary character of this research area. In tropical regions such as some territories of Meso America and South America, the rich fauna and cultural diversity, with many different species of animals being used for a range of different purposes by Amerindian societies, represent an excellent backdrop to look into these interactions as an integral part of human culture and society. Early naturalists and explorers showed interest in the fauna as well as in the zoological knowledge of native residents; lists of native animals together with their regional names and descriptions of their uses have been compiled. Traditionally, the following sections represent the most important fields in Ethno-zoology: Ethno-entomology, Ethno-ichthyology, Historical Ethno-zoology, Cynegetic activities, Ethno-carcinology, Ethno-ornithology, Ethno-taxonomy, Ethno-mastozoology, Ethno-herpetology, Ethno-malacology, Animal Use and Zootherapy, Magic-religious purposes and cultural symbolisms. Commonly, the first paper on ethno-zoological subjects of a certain region describe the zoological lexicon used by natives. In Italy, too, many historical documents provide descriptions of the local fauna together with the hunting and collecting techniques employed by local natives. The attractive book by Paolo Casanova and Francesco Sorbetti Guerri (2007) “La vita e le cacce dei contadini fra ottocento e novecento. Quando si cacciava per vivere” – “Life and hunting of the countrymen between the nineteenth and twentieth century. When they lived on hunting”, faithfully describes the world of the Italian countrymen at the end of the nineteenth century when poaching (a very common practice in spite of it being illegal) towards birds and mammals such as hares, badgers and other mustelids, foxes and wild boars; with different types of snares and other traps and/or crude hunting rifles; and with the watch and hunting dog as attendants) played a major role for survival among the rural and needy populations of the Apennine. Clearly, the role of geographical factors is of outstanding importance and regional imbalances exist in terms of ethno-zoological inquiries. Professor Gosler’s conversation will be focused on these and many other interesting related problems.

Professor Gosler’s professional curriculum vitae represents a peculiar mingling of research and teaching activities; many books, book chapters and book contributions together with tens of scientific papers and articles which are the results of pure and applied research in over thirty years of his dedication to many topics that he has applied himself to. The academic curriculum vitae is full of important appreciation by the academic community: Director of EWA, the Ethno-ornithology World Archive, University Research Lecturer in Ornithology and Conservation, President of the Oxford Ornithological Society and Fellow of the Linnean Society and of the International Ornithologists’ Union, Head of Institute of Human Sciences of the University of Oxford. In 2012 he received the Union Medal of the British Ornithologists Union. He obtained grants and participated to many teaching activities, organizing courses on Bird Ringing, Biological Conservation, Ecology and Ornithology together with conferences and guest lectures. I am sure that his conference will stimulate attention and participation of our solemn meeting. Professor Gosler, please begin with your conference lecture.




Prolusione di apertura dell'evento

ANNO DELLA SALAMANDRA - 2014

a cura del Presidente


29 novembre 2014

"Villa Esmeralda"



Autorità, Stimati Consoci, Cari Studenti, Signore e Signori,


lo “Year of Salamander - Anno della Salamandra” è stato designato nel 2014 dal “PARC - Partners in Amphibian and Reptile Conservation” per sensibilizzare la popolazione sulle tematiche relative alla salvaguardia degli Anfibi in generale e degli Urodeli in particolare nonché delle problematiche legate alla loro conservazione. Analogamente al precedente “Save the Frogs Day”, tutte le manifestazioni attivate a livello nazionale sono coordinate dalla Societas Herpetologica Italica (SHI) che accoglie i principali studiosi di Anfibi e Rettili del nostro paese e sostiene l’iniziativa grazie alle attività dei suoi affiliati. La Società Romana di Scienze Naturali (SRSN) ha immediatamente aderito, mettendo a disposizione spazi, attrezzature e competenze scientifiche; grazie allo spirito di iniziativa dei suoi soci sono state realizzate le attività dell’evento organizzate nella sede legale di “Villa Esmeralda” oggi - sabato 29 novembre. Non è la prima volta che la nostra istituzione partecipa ad eventi simili; il nostro coinvolgimento odierno assume tuttavia un significato speciale per l’importanza attribuita a livello mondiale a questa manifestazione. Desidero anzitutto ringraziare il Comitato Direttivo della SHI ed in particolare il Presidente Massimo Delfino, che ha lasciato alla SRSN completa libertà di iniziativa nella scelta delle tematiche oggetto dell’incontro; inoltre, per la costante assistenza del socio coordinatore delle iniziative nazionali Salvo Restivo. Consentitemi a questo punto un rapido excursus sull’organizzazione della giornata, suddivisa in due fasi principali intervallate da un breve coffee break alle ore 18. La prima fase include due momenti; una conversazione sullo status degli Anfibi nel mondo ed in Italia, con l’ausilio di una robusta documentazione statistica a conferma della attuale situazione di gravissima crisi mondiale del gruppo - a cura di chi vi parla; una seconda conferenza sulla biologia ed ecologia di Salamandrina perspicillata della Macchia del Barco, una delle più importanti popolazioni della specie nella Campagna Romana e presumibilmente dell’intero Lazio, sotto costante osservazione da oltre due anni - a cura di Luca Tringali. Questa prima fase sarà arricchita dalla presentazione di numerosi documenti cartacei dedicati ai problemi della conservazione degli anfibi incluse monografie edite da poche settimane. La seconda fase è costituita anch’essa da due momenti; la presentazione dello “zaino del naturalista erpetologo”, kit di strumenti e minuteria, manuale di sopravvivenza compreso, inseriti in uno zaino ergonomico; tutta l’oggettistica è stata accuratamente vagliata e pesata nei nostri laboratori, partendo dalla domanda: come lavora l’erpetologo nella fase “raccolta dati in campo” ? Fondamentale, ai fini della realizzazione di questa impegnativa tappa, è risultato il contributo di Chiara Laguardia. A conclusione della manifestazione sarà proposta al pubblico la visione 3D di uova e adulti di Salamandrina perspicillata; i presenti saranno dotati di occhiali speciali per l’osservazione delle spettacolari immagini realizzate per l’occasione dal socio Carlo Roncati. Vorrei concludere ricordando il criterio ispiratore di questa manifestazione e cioè la disseminazione di informazioni sui drammatici fenomeni del declino apparentemente inarrestabile degli Anfibi, presso un vasto pubblico la cui componente più preziosa è costituita dagli studenti medi e universitari. I problemi della conservazione dell’ingente patrimonio floristico e faunistico del nostro paese sono peraltro pressoché sconosciuti allo studente medio in quanto trascurati dai corsi ordinari di Scienze Naturali. Posto infatti che l’erpetofauna italiana - terrestre e delle acque interne - costituisce, in termini di diversità di specie ed in particolare di taxa endemici e sub-endemici, un patrimonio eccezionale ed unico, tra i più ricchi in Europa incluse le aree limitrofe all’Ecoregione Mediterraneo Centrale, e considerato che la perdita, frammentazione e degradazione degli habitat, l’introduzione di specie aliene, gli effetti combinati di global warming e pullulazione di parassiti, determinano pressioni insostenibili sulle specie autoctone, emerge il dato sconfortante di come la scuola italiana ed in particolare la scuola media superiore, sia costantemente assente dal dibattito in atto nel Paese ai più diversi livelli ed ambiti (politico-istituzionale, dell’associazionismo scientifico ed ambientalista, del mondo accademico, delle istituzioni museali e del sistema delle aree naturali protette) sui problemi della conservazione della natura, inclusi gli obblighi di rendicontazione di idonee iniziative di conservazione e gestione del patrimonio nazionale di specie ed habitat richiesti in sede comunitaria.

La realizzazione dell’evento non sarebbe stata possibile senza il contributo dei soci Alessio Angelini, Francesca Bombarda, Davide Brocchieri, Stefano Doglio, Matteo Gnecchi, Bruno Pinto, Claudio Pulvirenti, Raffaella Rodomontini e Giuliano Santoboni oltre a quelli menzionati precedentemente.

Hanno preso posto al tavolo della Presidenza, oltre a chi vi parla, al Segretario Generale Francesco Bubbico e Luca Tringali della SRSN, il dott. Antonio Romano, Consigliere della SHI, collega ed amico, che, per l’occasione, porta i saluti, graditissimi, della Societas Herpetologica Italica. Constato con piacere la presenza tra il pubblico, degli studenti di prestigiosi licei romani e di numerosi soci della Società Romana di Scienze Naturali. Lascio ora la parola al primo relatore, prego dott. Romano.






Prolusione di apertura dell'evento

MAMMALIA - LA SETTIMANA DEI MAMMIFERI

a cura del Presidente


25 ottobre 2014

"Villa Esmeralda"



Autorità, Stimati Consoci, Cari Studenti, Signore e Signori,


Mammalia - La Settimana dei Mammiferi, manifestazione della settimana della cultura scientifica dedicata a questo gruppo di Vertebrati, è giunta nel 2014 alla sesta edizione. Anche in questa occasione è coordinata dalla Associazione Teriologica Italiana (ATIt) che raccoglie i principali studiosi dei Mammiferi, alla quale si sono aggiunte, per gli eventi organizzati in Roma, la Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS), il Museo Civico di Zoologia di Roma e la Società Romana di Scienze Naturali (SRSN); queste istituzioni hanno messo a disposizione spazi e competenze scientifiche per gli eventi che si svolgeranno in tutta l’Italia dal 24 ottobre al 2 novembre. Nel caso della SRSN, l’evento organizzato nella sede di “Villa Esmeralda” si svolge appunto oggi, sabato 25 ottobre. Non è la prima volta che la nostra istituzione partecipa alla Settimana dei Mammiferi; peraltro, quest’oggi il nostro coinvolgimento assume un significato speciale per l’importanza attribuita a livello nazionale a questa manifestazione. Desidero anzitutto ringraziare il Comitato Direttivo dell’ATIt ed in particolare il Presidente Adriano Martinoli, che ha lasciato alla SRSN completa libertà di iniziativa nella scelta del tema oggetto dell’incontro odierno. In omaggio al compianto Luigi Cagnolaro, già presidente ATIt e distinto cetologo e museologo, sarà oggetto di approfondimento il fecondo rapporto tra collezioni museali, ricerca scientifica e biodiversità; in particolare, analizzeremo il contributo dei materiali facenti parte delle collezioni zoologiche della SRSN ai fini della migliore conoscenza della teriofauna della Campagna Romana a nord-est di Roma, area praticamente sconosciuta dal punto di vista naturalistico sino a circa venti anni or sono. Grazie soprattutto alle ricerche intensive e prolungate della SRSN, le attuali conoscenze sul popolamento faunistico ed in particolare teriologico di questo territorio, che include due riserve naturali ed almeno un’area SIC, sono cresciute esponenzialmente. L’evento da noi organizzato si svolge in due momenti successivi. Nella prima parte, la trattazione con presentazioni in power point offrirà un sintetico inquadramento tassonomico della teriofauna italiana ed in particolare del Lazio. Risponderemo a due domande basilari: quante specie attuali sinora descritte? quante e quali sono a rischio di estinzione? I teriologi sanno che per i non specialisti, il “topo” ed il “pipistrello” esemplificano la stupefacente varietà di forme e adattamenti dei piccoli mammiferi, dagli Erinaceomorpha ai Soricomorpha ai Rodentia ai Chiroptera. I meso e macromammiferi (come la precedente si tratta di meri gruppi dimensionali privi di valore sistematico) sono appena più conosciuti; a titolo di esempio, il lupo appenninico e l’orso marsicano sono praticamente le uniche specie citate del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), straordinario serbatoio di biodiversità (almeno 24 specie di Chirotteri oltre a svariate migliaia di specie di Artropodi, per non parlare delle piante superiori). Alcuni mustelidi (tasso, martora, lontra, donnola), l’istrice e l’onnipresente cinghiale sono noti anche al neofita; peraltro, assai vaghe risultano le conoscenze sui Cetacei dei mari italiani, per non parlare della foca monaca di cui si ignora oltretutto la parentela con gli altri Carnivori. Più in generale, i problemi della conservazione dell’ingente patrimonio floristico e faunistico del nostro paese sono pressoché sconosciuti allo studente medio in quanto trascurati dai corsi ordinari di Scienze Naturali. Posto infatti che la teriofauna italiana - terrestre, delle acque interne e marine - costituisce, in termini di diversità di specie ed in particolare di taxa endemici e sub-endemici (oltre a specie bandiera, sentinella, ombrello) un patrimonio eccezionale ed unico, tra i più ricchi in Europa incluse le aree limitrofe all’Ecoregione Mediterraneo Centrale (almeno 126 specie), e considerato che la perdita, frammentazione e degradazione degli habitat determinano sulle popolazioni di Mammiferi, in Italia come nel resto dell’Europa, pressioni insostenibili, emerge il fatto di come la scuola italiana sia costantemente assente dal dibattito in atto nel Paese ai più diversi livelli ed ambiti (politico-istituzionale, dell’associazionismo scientifico ed ambientalista, del mondo accademico, delle istituzioni museali e del sistema delle aree naturali protette) sui problemi della conservazione della natura, inclusi gli obblighi di rendicontazione di idonee iniziative di conservazione e gestione del patrimonio nazionale di specie ed habitat richiesti in sede comunitaria. Nella seconda parte si svolgerà l’esercitazione di riconoscimento di due specie congeneriche di Chirotteri attingendo ai materiali della cospicua collezione vertebratologica “Benedetto Lanza” della SRSN. Gli studenti, utilizzando opportune chiavi dicotomiche relative ad alcuni caratteri morfologici, saranno invitati a identificare le specie in oggetto.

Hanno preso posto al tavolo della Presidenza, oltre a chi vi parla e ad alcuni membri del Comitato Direttivo della Società Romana di Scienze Naturali (dott. Francesca Bombarda e dott. Francesco Bubbico), il prof. Giovanni Amori, già Presidente ATIt, caro collega ed amico, che, per l’occasione, porta i saluti, graditissimi, della Associazione Teriologica Italiana. Constato con piacere la presenza tra il pubblico, oltre ai numerosi studenti di prestigiosi licei romani, dei distinti specialisti Luca Giardini, Marco Giardini e Spartaco Gippoliti. Lascio ora la parola al primo relatore, prego prof. Amori.




Design downloaded from free website templates.