In evidenza



Indice



Partners ufficiali













Bacheca eventi

Prolusione del Presidente, Prof. Pierangelo Crucitti,

Domenica 12 marzo 2017 sede sociale

Autorità, Stimati Consoci, Cari Studenti, Signore e Signori

se le ricorrenze, quinquennali o decennali, assumono un valore particolare ovvero quello di mantenere viva nella memoria l’importanza di certi eventi ai quali siamo legati, questo 12 marzo 2017 rappresenta per noi un momento di grande significato: il 50ennale della Società Romana di Scienze Naturali costituitasi nel 1967. Ripercorrere insieme le tappe principali dell’evoluzione del nostro sodalizio non costituisce uno sterile esercizio didascalico ma, al contrario, un repertorio di eventi significativi e di risultati positivi nel contesto della scienza italiana ed europea di cui siamo, da decenni, operosa manovalanza; consente oltretutto di prospettare strategie di crescita e di sviluppo. Un passato non privo di momenti problematici; peraltro, oggi prevale la legittima soddisfazione per questo significativo traguardo. I primi anni dell’istituzione in una sede diversa dalla attuale meritano pochi commenti; molte idee, tanta buona volontà, una certa dose di ingenuità ed una intensa attività sul campo in numerosi comprensori del Lazio, non ancora messi a sacco dalla speculazione edilizia; il risultato di questo lavoro, non sempre basato sul conseguimento di obiettivi precisi, ha peraltro consentito la raccolta dei primi dati e materiali conservati nel nostro archivio e nelle nostre collezioni. Emerge, in quegli anni ormai tanto lontani, la spiccata predisposizione all’osservazione accurata sul campo; attitudine destinata a consolidarsi grazie alla organica raccolta di dati in rapporto a problematiche di specifico interesse sia in ambito zoologico (piccoli mammiferi, rettili, anfibi, odonati, scorpioni) sia in ambito ecologico (grotte naturali, aree umide) che andavano delineandosi sempre più chiaramente. Non vere e proprie linee di ricerca ma neppure osservazioni casuali e contingenti. I primi anni del 1970, a trasferimento nella sede attuale già avvenuto, sono dedicati alla messa a punto di metodiche a supporto della raccolta di dati sui Chirotteri del Lazio, gruppo di mammiferi all’epoca pressoché sconosciuto su gran parte del territorio italiano. Negli anni ’80 si delineano chiaramente indirizzi di ricerca di più ampio respiro e strategie di comunicazione scientifica più efficaci. Iniziano i cicli di conferenze da affidare a specialisti di vaglio. Si affermano due linee di ricerca; il Progetto BioLazio, aperto ufficialmente il 5 dicembre 1981, ed il filone sulle faune e zoocenosi del Vicino e Medio Oriente attivato nel 1982 con una campagna faunistica nelle isole greche dell’Egeo e sui Monti Pindos nella Grecia settentrionale. Attività di promozione della ricerca scientifica di lunga durata: il Progetto BioLazio si conclude nel 1990 con la pubblicazione di una monografia sulla teriofauna ed erpetofauna della Sabina meridionale e del territorio Cicolano; il filone sulle ricerche in Medio Oriente, di straordinaria longevità, è ancora aperto dopo 30 campagne faunistiche che, dal 1982 al 2015, hanno consentito l’esplorazione di territori compresi tra l’Albania meridionale e l’Iran centrale, Grecia continentale e isole dell’Egeo, Turchia e Georgia incluse; contestualmente, Luca Tringali e Sebana Pernice hanno svolto, autonomamente, ricerche sull’Isola di Cipro e nell’Oman. Emerge una costante nelle attività della SRSN, a partire da quelle impostate nel decennio; percorsi articolati destinati a consolidarsi nel tempo sino a raggiungere risultati confortanti ovvero degni di attenzione da parte di riviste italiane qualificate. Contestualmente, affluiscono al sodalizio strumenti scientifici di buona qualità ed esemplari che incrementano le collezioni dell’istituzione oltre a libri, monografie ed estratti, questi ultimi riuniti, a partire dagli anni ’90, in una miscellanea zoologica di 140 faldoni per circa 15.000 articoli originali. Risale al 1988 l’acquisizione del binoculare Citoval 2 e relativi accessori, all’epoca uno migliori stereomicroscopi. Si riempiono progressivamente le vetrine delle collezioni, biologica e abiologica, quest’ultima approntata alla fine degli anni ’70. Si impostano cicli di conferenze a cura di soci e specialisti esterni qualificati. Nel frattempo si concludono le ricerche sulla fauna del comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate e si costituisce il primo nucleo della collezione malacologica. Di quegli anni vissuti in condizioni di grande penuria (di spazio, materiali, risorse umane) ricordiamo i pochi soci anziani ancora presenti; oltre a chi vi parla, Luciano Coluzzi, Garadia Moccia e soprattutto Luca Tringali, autore di fortunate raccolte di materiale biologico in Italia e in territori extraitaliani. Tra la fine degli anni ’70 e la prima metà degli anni ‘80 si realizzano numerose missioni in Sardegna con apporto considerevole di esemplari per le collezioni sociali. Alla fine degli anni ’80 emergevano peraltro forti perplessità sul futuro della nostra istituzione imputabili a molteplici problemi troppo a lungo ignorati. I rapporti con il “mondo esterno” erano a tal punto trascurati che la SRSN appariva una “monade” chiusa e autoreferenziale; le perduranti condizioni di precarietà in cui versavano gli ambienti della sede sociale ed in particolare il laboratorio dall’aspetto analogo a quello di una scuola media superiore. La situazione richiedeva una svolta radicale a tutti i livelli. Matura, all’inizio degli anni ’90, il lungo processo di “uscita dalle catacombe”, ovvero l’apertura verso la società civile con la presentazione ad una più vasta platea, dell’ente di ricerca pura che, concepito nel 1991, sarebbe stato pienamente formalizzato solo con la revisione dello statuto, all’inizio del secolo attuale; matura all’unisono con la consapevolezza di uno svecchiamento indispensabile dell’intera struttura. In quel decennio di lavoro inesausto non vi sono comparti che non siano stati oggetto di una profonda revisione; realizzazione di due nuovi laboratori con strumentazione finalizzata alle ricerche in corso, suddivisione della collezione biologica nelle tre attuali sezioni (vertebratologica, malacologica, aracnologica) e contestuale eliminazione di reperti in pessime condizioni, svecchiamento della biblioteca e concentrazione delle monografie ed estratti in miscellanea; infine, nella seconda metà degli anni ’90, inaugurazione di un laboratorio di informatica collocato in un vano adibito ad hoc. Le collezioni mineralogica e paleontologica sono ristrutturate con l’eliminazione di molti esemplari poco significativi, soprattutto nel caso della prima i cui reperti cominciano ad essere montati sopra un supporto; quelli della collezione paleontologica sono collocati in scatole con cartellino; si approntano le prime versioni dei cataloghi informatizzati. Il ricordo di tanti soci attivi è impresso nella memoria; Francesco Bubbico addetto alla utilizzazione dei supporti informatici; Angelina Chinè e Daniele Cicuzza curvi sul microscopio intenti a smistare e classificare scorpioni; Luca Tringali sempre attivo sul campo e in laboratorio; Davide Brocchieri e Paolo Castelluccio impegnati nella risistemazione delle collezioni, che cominciano ad assumere un aspetto decoroso nelle vetrine, negli armadi e nelle scaffalature aperte; Roberto Antonelli, tra i primi entomologi; e infine, Guido Salamon con la consumata esperienza di mediatore. Proseguono le missioni faunistiche nel Vicino e Medio Oriente, inizia un filone di ricerche sulla biologia ed ecologia degli scorpioni europei con numerose campagne in Europa occidentale, Spagna e Francia meridionale. Siamo ancora pochi ma il giro della boa è vicino. Alla fine degli anni ’90 il grande balzo in avanti è rappresentato dall’incremento del numero di soci che in alcuni mesi quasi raddoppia; ma anche dall’inserimento nel consorzio internazionale “Fauna Europaea” appena istituito, ai fini della preparazione della checklist degli Scorpioni del continente; da molti anni abbiamo esaurito questo filone di ricerche, tuttavia siamo ancora inseriti tra i collaboratori del progetto che ne conta, al 2017, ben 134 di tutti i paesi d’Europa; un esempio della stima dei nostri colleghi d’oltralpe. Affrontiamo momenti dolorosi; la prematura scomparsa di Carlo Cavalieri nel 2003, ad appena due mesi dalla sua ultima missione insieme allo scrivente, nell’Albania meridionale; a questo insigne rappresentante della malacologia romana dobbiamo lo sviluppo della collezione di Mollusca. Nel contesto, ricordiamo l’importante lascito della famiglia Cavalieri costituito soprattutto da molte scatole portacampioni. Si verificano, negli anni successivi, numerosi eventi simili con robuste donazioni di libri da parte di soci, simpatizzanti ed enti vari, permettendoci di raggiungere traguardi altrimenti impensabili; è doveroso ricordare Franco Bruno (da poco eletto socio onorario), Luca Luiselli, Giovanni Amori, Roberto Argano, Ernesto Capanna, Carlo Consiglio, Eri Manelli, Umberto Nicosia, Marco Oliverio, Giuliano Tallone, Augusto Vigna Taglianti, i compianti Kety Nicolay Angioy, Mauro Cristaldi e Benedetto Lanza nonché il Dipartimento di Biologia Ambientale di “Sapienza” Università di Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, Società Geografica Italiana e infine ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). La sistemazione delle collezioni si completa all’inizio del 2000 con l’istituzione delle tre collezioni zoologiche, due aperte (vertebratologica e malacologica) ed una chiusa (aracnologica) e delle collezioni abiologiche in uno status intermedio (il numero di esemplari è fisso nonostante la continua sostituzione di quelli esteticamente meno attraenti). Grazie alle campagne di ricerca di Luca Tringali e Sebana Pernice nella Polinesia Francese (Arcipelago delle Tuamotu), la collezione malacologica cresce rapidamente. Sono formalizzati tre atti costitutivi “Collezione Malacologica Carlo Cavalieri” (18 ottobre 2003), “Collezione Aracnologica Gary A. Polis” e “Collezione Vertebratologica Benedetto Lanza” (18 febbraio 2006) nei quali si ribadisce l’indisponibilità del patrimonio costituito da queste importanti raccolte; in quella vertebratologica sono depositati due paratipi di altrettante specie di rettili della Turchia; pure abbondante è il materiale collezionato in tante missioni faunistiche in Italia e all’estero e successivamente scambiato con varie collezioni statali italiane, in primis il Museo Zoologico de “La Specola” dell’Università di Firenze. All’inizio del millennio emerge la necessità di compiere un passaggio conclusivo per affrancarsi compiutamente dallo stato di relativo isolamento; revisione dello Statuto ai fini dell’iscrizione nel Registro delle Associazioni della Regione Lazio e nell’Archivio della Anagrafe Nazionale delle Ricerche; attivazione della home page e del sito facebook; inserimento di molti soci nel portale researchgate. La disponibilità di nuovi ambienti in una sede sempre più moderna e confortevole consente la costituzione del Fondo Bibliografico Naturalistico del Lazio e della Biblioteca Storica ricchi di migliaia di pezzi tra libri, monografie, carte e mappe; come anche della sala Adunanze Solenni, che ci accoglie quest’oggi, dedicata alla cara memoria di uno dei primi soci onorari, Liana Santacroce, madre di Francesco Bubbico e docente di matematica e scienze nella scuola media Tasso frequentata dallo scrivente negli anni ’60. La normativa per la sicurezza sul lavoro (ex 626 del 1994, decreto legislativo 81/08 e correttivo 106/09) determina la messa in sicurezza degli ambienti della sede ed in particolare del primo piano di Villa Esmeralda. La costituzione legale consente di stipulare convenzioni con enti parco e aree protette, la prima verso la fine degli anni ’90 con il soppresso LEA Mentana all’epoca ente gestore, tramite l’attuale Città metropolitana di Roma Capitale, delle piccole aree protette della Campagna Romana a nord-est di Roma, le RRNN “Nomentum” e “Macchia di Gattaceca - Macchia del Barco” oggetto di prolungate ricerche faunistiche insieme al settore settentrionale della RN “Marcigliana”, prospiciente la sede sociale che, anche in questa occasione, conferma la sua posizione strategica. La scoperta della salamandrina dagli occhiali nella Macchia del Barco consente ricerche su ciclo biologico, home range, frequenza dei fenotipi semialbini e dinamica di questa importante popolazione, che fruttano varie comunicazioni a congresso a cura soprattutto di Stefano Doglio, Luca Tringali e Francesca Bombarda; analogamente alle numerose monografie e rapporti tecnici sulla flora vascolare, sull’entomofauna, malacofauna terrestre e dulcicola, erpetofauna, ornitofauna e teriofauna della Campagna Romana a cura di Luca Tringali, Corrado Battisti, Marco Giardini, Francesco Bubbico, Giuliano Santoboni, Claudio Pulvirenti e molti altri. Il fecondo rapporto con il Gruppo Mineralogico Romano consente la partecipazione a numerose edizioni della mostra-mercato Minerali, Fossili e Conchiglie presso l’Ergife Palace Hotel di Roma, ove alla SRSN è riservato un apposito stand; in tale contesto si approfondisce la collaborazione con il socio Carlo Roncati, tecnologo di grande valore che in più occasioni mette a disposizione dell’ente costose attrezzature. Si stipulano due convenzioni con il Parco Regionale dei Monti Simbruini, la prima finalizzata allo studio degli anfibi (2006), la seconda alle malacofaune terrestri e dulcicole (2010), concluse con la produzione di altrettante monografie, una delle quali su una rivista internazionale. Un recente accordo-quadro è stipulato con il Parco Regionale dei Monti Lucretili con obiettivo lo studio della biodiversità del Parco Archeologico-Naturalistico dell’Inviolata di Guidonia, ricerche attualmente in pieno svolgimento con la partecipazione di tanti soci giovani ed entusiasti; Francesco Cervoni, Edoardo Pulvirenti, Leonardo Santoboni; ma anche di soci meno giovani, specialisti di caratura nazionale e internazionale Claudio Manetti (ornitologo) e Fabio Stoch (idrobiologo). I traguardi conseguiti nell’ultimo decennio possono essere così sintetizzati:

  • cinque edizioni, 2011-2015, della Settimana della Cultura Scientifica su tema monografico “Faune e Zoocenosi del Lazio”; attivazione di “Fauna e Flora del Lazio” sul portale di iNaturalist (www.inaturalist.org) progetto (3554 del 2015) di citizen science e social network online con circa 3000 osservazioni validate;
  • attivazione del Progetto CsBCr (cisbicir) ovvero Citizen Science per la Biodiversità della Campagna Romana e contestuale realizzazione di due BioBlitz nell’area (2015 e 2016) oltre alla partecipazione a tre BioBlitz organizzati dalla Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali (il cui ex dirigente, Massimo Cresta e attuale dirigente Vito Consoli, sono soci della SRSN) nell’ambito del Progetto CSMON Life di cui la SRSN è uno dei principali stakeholder;
  • l’avvio e il consolidamento dei rapporti con la Federazione Nazionale Pro Natura in Torino;
  • la realizzazione di una foresteria, di un ampio parcheggio e di un’area poster;
  • la produzione della prima locandina-calendario a colori, insieme a numerose altre realizzazioni in campo grafico (poster delle conferenze e delle lectio magistralis) frutto della abilità di Federica Emiliani che alla caratura dello scienziato abbina la sensibilità dell’umanista; la costituzione del gruppo giovani (2016);
  • la produzione di una monografia sulla storia della collana Fauna d’Italia (a cura dei soci Crucitti, Bubbico, Tringali, Di Russo e Veltri Gomes) che costituisce una serie completa della nostra biblioteca con i suoi 50 volumi originali, a completamento del fecondo rapporto con la rivista Scienze e Ricerche;
  • la progettazione e realizzazione dei primi campi primaverili a carattere turistico - naturalistico;
  • la realizzazione di una bacheca delle pubblicazioni curate dalla Società (2017);
  • l’insediamento del nuovo Comitato Direttivo che si avvale del contributo delle fondamentali componenti della società civile, donne e uomini di grande esperienza, sensibilità e cultura recentemente cooptati nel CD in un rapporto perfettamente equilibrato; Francesca Bombarda, Angelina Chinè, Ester Del Bove e Federica Emiliani; Davide Brocchieri, Francesco Bubbico, Guido Salamon e Fabrizio Zanuccoli.

Grazie alla partecipazione entusiastica e volontaria di tanti soci, la Società Romana di Scienze Naturali è oggi tra le istituzioni più attive, stimolanti e vivaci del consorzio naturalistico italiano; centro di eccellenza e punto di riferimento dell’associazionismo naturalistico per progettualità, promozione del senso di appartenenza e sagace amministrazione.

Autorità, Stimati Consoci, Cari Studenti, Signore e Signori

Molti dei presenti conoscendo la mia posizione di Presidente riterranno che la consuetudine primaria di chi vi parla sia quella di proporsi in ruoli direttivi; al contrario, pur non sottraendomi alle responsabilità del coordinamento, preferisco anche più spesso la libertà dell’azione agli oneri della direzione. Peraltro, la Società Romana di Scienze Naturali costituisce, al presente, una realtà ricca di risorse umane a testimonianza di un’opera di instancabile rinnovamento che affianca ai vecchi soci una generazione di giovani affiliati; confidiamo nella loro preparazione e sensibilità, indispensabili per fare fronte con successo alla precarietà della situazione in cui versa il patrimonio, biologico, geologico e paesaggistico, del “Bel Paese”. Raccogliere questa eredità è sempre una grande responsabilità; servire l’istituzione e, di conseguenza, un settore non trascurabile della comunità scientifica nazionale. Per chi vi parla, quest’oggi costituisce, per un mero accidente storico, il giorno del 65° genetliaco, una vita nella scuola e nella ricerca. Nulla peraltro potrà eguagliare l’importanza del Cinquantennale della nostra istituzione che ricordiamo con questa solenne cerimonia in questa splendida sede. Abbiamo traghettato la SRSN verso nuove idee di associazionismo attivo e partecipato; siamo stati pionieri nella promozione costante di attività di Citizen Science in un’opera incessante di raccordo tra il mondo della scienza ed i cittadini. Saremo chiamati nell’immediato futuro a prendere decisioni strategiche; continueremo a promuovere la stretta collaborazione con altre istituzioni, a perseguire la pubblicazione di documenti di vaglio, a diffondere il senso di appartenenza dei soci, in particolare delle giovani leve alle quali abbiamo riservato e continueremo a riservare la più sollecita delle attenzioni. La Società Romana di Scienze Naturali accogliendo seri e laboriosi “curiosi della natura”, si mostrerà sempre attenta alle istanze del socio ricercatore a tempo pieno come, all’estremo opposto, del socio che, pur occasionale frequentatore di attività sociali si ritenga orgoglioso di fregiarsi di tale qualifica. Per tutti, questa sede rappresenta un fondamentale punto di riferimento nella cornice della cultura dell’accoglienza e della partecipazione. L’attenzione riservata alle istanze dei nostri affiliati non è puramente declinata dalla qualità dei servizi offerti dal sodalizio; testimonia altresì il superamento di attività tradizionalmente riservate alle ricerche di Biologia Animale che restano, peraltro, uno dei settori di punta nel nostro impegno di promozione della ricerca scientifica. I problemi della conservazione della biodiversità del paese e dell’educazione alla cultura naturalistica saranno sempre alla base del nostro concreto operare. Dovremo misurarci con le sfide globali ricercando strategie di intervento condivise all’unisono con la consapevolezza di chi confida nelle “magnifiche sorti e progressive” alle quali il nostro sodalizio appare destinato. Grazie.

Design downloaded from free website templates.