Save the Frogs Day 2014





Settimana della Cultura Scientifica 2014



Prolusione del Presidente in occasione dell'apertura dei lavori della Settimana della Cultura Scientifica 2014


lunedì 3 marzo 2014 ore 16

presso "Villa Esmeralda", sede legale della SRSN



Autorità, Stimati Consoci, Cari Studenti, Signore e Signori,
dichiaro aperti i lavori della quarta edizione della Settimana della Cultura Scientifica 2014 su tema monografico "Faune e Zoocenosi del Lazio" organizzata dalla Società Romana di Scienze Naturali nel 47° anno dalla costituzione formale dell'istituzione e nel 42° anno dal trasferimento della sede legale nella autorevole cornice di "Villa Esmeralda" che ospita i lavori di questa manifestazione. Dal 2011 questa "Settimana" viene organizzata e gestita dalla Società Romana di Scienze Naturali - ente di ricerca pura. Approfitto quindi per sintetizzare le "linee guida" che orientano il nostro concreto operare nel perseguimento degli obiettivi di questa manifestazione. La Settimana della Cultura Scientifica rappresenta un momento educativo importante: stimola l'attenzione dello studente nei confronti dei problemi aperti della scienza e della tecnologia, trasmettendo emozioni e spirito di emulazione nei confronti di quella comunità - donne e uomini di buona volontà, spiccata curiosità e peculiare stile di vita - che in primis contribuisce al suo sviluppo. Stabilito ciò, si ribadiscono i seguenti punti programmatici alla base della sua realizzazione:

  1. La Settimana della Cultura Scientifica deve essere rigorosamente monotematica riflettendo pertanto gli interessi dell'ente patrocinatore e/o quelli di una comunità scientifica allargata; in tal caso, le parole d'ordine suggerite annualmente dalla Assemblea ONU per il tramite dell'UNESCO costituiscono linee guida fondamentali;
  2. La Settimana della Cultura Scientifica deve rappresentare, per il suo apparato di base - strutture, metodologia, personale - un momento nettamente distinto dalla didattica ordinaria, non un mero approfondimento delle tematiche sviluppate nei corsi tradizionali di insegnamento.

Quest'anno poi l'evento assume una valenza particolare. Il 20 dicembre 2013, la 68ª sessione della Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha statuito di proclamare il 3 marzo come "World Wildlife Day", giornata finalizzata alle celebrazioni del valore, straordinario ed intrinseco, rappresentato dalla fauna e dalla flora mondiale ed alla contestuale adozione della CITES, ovvero la "Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora". Ricordando i molteplici benefici apportati all'umanità dalla flora e fauna del pianeta - ecologici, genetici, sociali, scientifici, educativi, culturali, ricreativi ed estetici - il Segretario Generale della CITES, John Scanlon, ha sottolineato l'importanza della lotta senza quartiere nei confronti della "wildllife crime" con il suo impatto economico, ambientale e sociale. La CITES, adottata da 179 stati membri, costituisce lo strumento legislativo mondiale più efficace ai fini della conservazione della biodiversità grazie alla regolamentazione del commercio di specie selvatiche di fauna e flora; migliaia di specie sono oggetto di commercio internazionale a causa del loro valore alimentare, ricreativo, sanitario, cosmetico. La CITES regola il commercio internazionale di oltre 35.000 specie di animali e piante, relativi prodotti e derivati. Il suo rafforzamento contribuirà alla protezione di molte specie minacciate e, di conseguenza, alla conservazione della straordinaria varietà ambientale del pianeta. In tale contesto, è lecito chiedersi quale ruolo sia rivestito dalla Società Romana di Scienze Naturali. Dato l'interesse crescente manifestato dalla comunità dei naturalisti nei confronti del patrimonio ambientale, geologico e biologico, del Paese, quindi del suo paesaggio nelle componenti della geodiversità e della biodiversità, viene oggi riproposta, su basi rinnovate, l'iniziativa di un ciclo di conferenze destinate ad illustrare la biodiversità animale del Lazio, una delle aree più interessanti dell'Ecoregione Mediterraneo Centrale. La SRSN, anche per la sua collocazione geografica, strategica sotto molteplici aspetti, restando fedele alla sua missione - fondata su attività formativa e convegnistica di alto livello - centra pienamente uno degli obiettivi di punta della ricerca biologica contemporanea ovvero la descrizione quali/quantitativa della biodiversità di aree circoscritte anche comparata a quella di aree più estese e dei rischi connessi alla sua erosione. In tale contesto, la Società Romana di Scienze Naturali ha sviluppato feconde linee di ricerca che hanno interessato il popolamento faunistico di numerosi comprensori del Lazio in una sequenza temporale regolare: Tolfetano-Cerite-Manziate (anni '70 del secolo passato), Sabina meridionale e territorio Cicolano (anni '80), Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini e Campagna Romana (ultimi 20 anni). Nel caso di alcuni taxa - Scorpiones, Insecta, Amphibia, Reptilia, Chiroptera - le indagini faunistiche ed ecologiche hanno interessato virtualmente l'intero territorio regionale. La Società Romana di Scienze Naturali è prossima al suo cinquantennio ma non è invecchiata. Grazie alla "Settimana" si è trovata a gestire, tra le istituzioni di punta del settore, un argomento ormai di moda, intesa non come atteggiamento banale bensì come lo specchio del costume di un'epoca di straordinarie trasformazioni. In tale ambito, numerosi fattori hanno avuto carattere distruttivo, alterando la fisionomia della natura (paesaggi, flore, faune) del nostro paese. Siamo in grado di quantificare la perdita di specie ed habitat del Lazio, ad esempio molte cenosi dell'area romana "sopravvivono" solo negli erbari e nelle collezioni zoologiche. I risultati conseguiti in quest'ultimo decennio sono condensati in numerose pubblicazioni e divulgati in molteplici incontri. Il mio discorso introduttivo si conclude con l'illustrazione del programma della "Settimana". La tematica della prima giornata sarà sviluppata da Ciro Lungo, Direttore del Servizio CITES d'Italia; in una articolata relazione, il Nostro ed i suoi collaboratori illustreranno gli aspetti normativi e le ricadute in termini conservazionistici che orientano l'attività di questa benemerita istituzione. Il tema della "Settimana" richiede una introduzione generale su aspetti della geodiversità e del paesaggio vegetale, di conseguenza sulle aree naturali protette che costituiscono il 30% circa del territorio regionale, SIC e ZPS inclusi. Nella giornata del 4 marzo è prevista l'illustrazione di queste problematiche, potenziata dalla presentazione di tecnologie didattiche, in particolare sui sistemi di visione in 3D che il socio Carlo Roncati ha preparato in collaborazione con Antonio Caramelli e Giuliana D'Addezio dell'INGV; nella stessa giornata interverrà Lorenza Colletti illustrando le attività di una "cabina di regia" privilegiata ovvero l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato. Nelle giornate successive 5 - 8 marzo saranno introdotte le tematiche più specifiche relative a due comprensori del Lazio che includono importanti aree protette; la Campagna Romana ed i Monti Simbruini. Gli zoologi cooptati svilupperanno tematiche incentrate sugli adattamenti di gruppi quali Odonati, Coleotteri, Molluschi dulcaquicoli, Anfibi, Rettili; ne tratteranno i soci Davide Brocchieri, Luca Tringali e Pierangelo Crucitti; Luca Tarquini e collaboratori, in rappresentanza del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, illustreranno i problemi gestionali della più estesa e ricca di biodiversità tra le aree protette della Regione Lazio. Vi sarà tempo per la presentazione, a cura di Corrado Battisti, di un'opera che si profila come fondamentale nella trattatistica italiana su tematiche di biologia della conservazione, il libro "Biodiversità, disturbi, minacce" a cura di Corrado Battisti / Michela Conigliaro / Gianluca Poeta / Corrado Teofili (raccomandato da WWF e Federparchi). La tempistica generale vi è nota, da lunedì 3 a sabato 8 marzo dalle ore 16 alle ore 18 con eventuale prolungamento in caso di dibattito. Domenica 9 marzo p.v., la sede dell'appuntamento - "Villa Esmeralda"- non coincide con la sede delle attività che, dato il tema, si svolgeranno sul campo in localitàche sarà comunicata negli incontri di venerdì e sabato. Infine, mi corre l'obbligo di ringraziare i soci che hanno collaborato alla migliore riuscita della "Settimana"; Federica Emiliani ed Alessandro Tedeschini hanno preparato il manifesto generale; Bruno Pinto e Richard Sassun hanno curato l'allestimento della sede; Davide Brocchieri, Paolo Castelluccio, Andrea D'Olimpio e Luca Tringali, i sussidi informatici; Stefano Doglio e Gioele Tropea hanno curato le nostre collezioni; Carlo Roncati ha preparato le dimostrazioni in 3D. La presentazione in power point di questa prima giornata è dovuta alle competenze tecniche di Fabrizio Zanuccoli; le splendide immagini dei paesaggi di foresta pluviale tra Cina e Laos sono a cura del socio Daniele Cicuzza che sta attivamente lavorando al censimento della biodiversità vegetale di questi territori. Nel corso delle diverse giornate affiancheranno lo scrivente al tavolo della Presidenza, il Vicepresidente Angelina Chinè, il Segretario Generale Francesco Bubbico, i Consiglieri Francesca Bombarda e Fabrizio Zanuccoli. Molti di noi hanno vasta esperienza di docenti e ricercatori ed hanno utilizzato le proprie conoscenze per impostare una Settimana della Cultura Scientifica aggiornata e soprattutto pedagogicamente valida. Siamo legittimamente soddisfatti per come abbiamo fatto progredire questa manifestazione nel corso dell'ultimo quadriennio. Numerosi studenti delle scuole più prestigiose della Capitale hanno visitato negli anni passati la sede di "Villa Esmeralda", rappresentando spesso la componente del pubblico più numerosa e motivata. Ma è tempo ora di introdurre la nostra "Settimana" con la prima delle relazioni previste dal programma, grazie.





Conferenze recenti alla SRSN



Prolusione del Presidente in occasione della Lectio Magistralis 2013


sabato 14 dicembre 2013 ore 17

presso "Villa Esmeralda", sede legale della SRSN



Autorità, Stimati Consoci, Cari Studenti, Signore e Signori,
si conclude oggi con la consueta "serata invernale annuale" il ciclo delle manifestazioni del 46° dalla fondazione della Società Romana di Scienze Naturali. Anno questo, il 2013, caratterizzato da significativi successi in campo editoriale e dalla crescita importante di tutti i settori - biblioteca, laboratorio, collezioni - oltre che dal consistente incremento del numero di affiliati al sodalizio. E si conclude con una spettacolare - almeno a giudicare dalle anticipazioni - "lectio magistralis" di ricercatori del Dipartimento di Biologia Ambientale di Sapienza Università di Roma, sede con la quale si sono recentemente intensificati i rapporti di collaborazione. Rapporti che risalgono agli anni '70 quando, studenti di "Sapienza", cosa che rivendichiamo con legittimo orgoglio, muovevamo i primi passi nella ricerca di base e nella divulgazione naturalistica di qualità, tradizionali punti di forza della Società Romana di Scienze Naturali a partire dalla sua fondazione che risale all'ormai lontano 1967. Non è questo il primo evento in cui il sodalizio ospita relatori accademici; quest'oggi peraltro, due ricercatori illustreranno, nella nostra sede di "Villa Esmeralda", i risultati della loro attività di promozione della ricerca scientifica afferenti a linee di ricerca alle quali hanno dedicato un prolungato ciclo di indagini sul campo ed in laboratorio. Collaborazione, appunto; è questa la parola chiave che insieme ad altre - efficienza, sobrietà, solidarietà, tanto declinate quanto abusate in tempi recenti - rappresenta valori e comportamenti costantemente perseguiti dalla nostra istituzione, richiamando all'attenzione le attuali, problematiche, condizioni del Paese e, più in generale, della comune patria europea. Collaborazione tra enti diversi sebbene foriera di realizzazioni efficaci ed efficienti. Se le relazioni tra l'accademia e la nostra istituzione sono state in passato caratterizzate da una certa ambivalenza - talora improntata a manifesta disponibilità, talaltra a distaccata indifferenza - è pur vero che negli ultimi 20 anni si sono evoluti rapporti basati sul perseguimento di obiettivi comuni di alta cultura. Deve essere, qui come altrove, riconosciuto all'accademia il primato di consesso giudicante più elevato nei settori della cultura e della formazione; deve essere altresì riconosciuto ed apprezzato il ruolo delle istituzioni scientifiche non profit, centri di eccellenza nella ricerca di base e nelle attività formativa e convegnistica. Rispetto reciproco e convinta collaborazione; si tratta, oggi più che mai, di esigenze vitali per il paese, posto che i problemi della scuola italiana sono lungi dall'essere risolti. Abbiamo in Italia una offerta formativa non sempre all'altezza delle migliori pratiche internazionali; la necessità di un corpo insegnante costantemente disponibile alla formazione ed all'aggiornamento si manifesta pertanto come esigenza prioritaria. Assistiamo al contrario, alla preoccupante perdita di prestigio della scuola pubblica e del sistema della ricerca scientifica, diretta conseguenza del ridimensionamento dei fondi destinati alle scuole, all'università, agli istituti superiori, alle istituzioni museali, al sistema delle aree protette. Anche l'associazionismo scientifico di vaglio mostra segni di sofferenza; in tale contesto, il caso del costante, straordinario, sviluppo del sodalizio Società Romana di Scienze Naturali, svincolato dalle condizioni di precarietà nazionale, merita di essere segnalato. Gli indicatori della attività di ricerca, testimoni dell'esplosione delle capacità scientifiche, richiamano alla nostra attenzione il ruolo sempre più rilevante giuocato, nella ricerca mondiale, da Cina, India, Brasile, Corea del Sud e Turchia; per numero di brevetti, spesa per ricerca e sviluppo, incluso l'incremento esponenziale degli addetti ai lavori. Rileviamo inoltre che a livello mondiale il 35% dei lavori pubblicati nelle riviste della fascia più alta sono frutto di collaborazioni internazionali, rispetto al 25% di 15 anni fa. Peraltro, non riteniamo affatto scontato il declino irreversibile del nostro sistema formativo; se l'Italia è incapace di attrarre ricercatori stranieri, la ricerca scientifica del sistema paese è nondimeno al nono posto del livello mondiale per pubblicazioni, e certamente non trascurabili risultano il numero di brevetti, di dottori di ricerca e persino di spesa complessiva per ricerca e sviluppo. Se vogliamo far crescere l'economia, recuperando posizioni in campo internazionale, dobbiamo necessariamente puntare su formazione ed innovazione; in ultima analisi, sulla più stretta collaborazione tra enti pubblici e privati, consapevoli che veti incrociati e censure reciproche sono ormai anacronistici. In quest'ottica, la Società Romana di Scienze Naturali si è fatta megafono di iniziative tese a favorire rapporti sempre più intensi con l'accademia. Salutiamo pertanto oggi, con legittima soddisfazione, la presenza di ricercatori di caratura internazionale che arricchiranno la nostra comunità con una conversazione ricca di spunti di riflessione. Mi corre l'obbligo, a questo punto, di concludere la mia prolusione con una breve presentazione dei relatori.




La partecipazione alle conferenze è libera e gratuita.







 

 

 

 

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